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martedì 9 settembre 2008

La Rificolona

Alla vigilia della Natività di Maria, i contadini delle montagne casentinesi e pistoiesi si incamminavano verso Firenze per festeggiare la ricorrenza in piazza Santissima Annunziata, dove proprio l'8 Settembre si teneva una grande fiera in cui potevano vendere i loro prodotti. Lungo il cammino, illuminavano la strada con lanterne di varie forme che usavano ovviamente anche in città. I salaci fiorentini non potevano di certo risparmiarsi dal prendere in giro questi rozzi personaggi che sembravano così strani ad un cittadino, e particolare oggetto dello scherno erano le contadine con i loro modi spicci e i goffi vestiti.
Così ogni anno soprattutto i giovani si ritrovavano per fare chiasso e prendere in giro i campagnoli e, ispirandosi proprio alle forme e ai vestiti delle donne di campagna, cominciarono a costruire le proprie lanterne, che con il passare del tempo si chiameranno proprio rificolone. Fiericulone era infatti il soprannome dato alle donne, sia perchè partecipavano alla fierucola sia per richiamare le curve abbondanti delle stesse.
In mezzo a tanta confusione, vien da sè che qualcuno iniziasse a tirare bucce di cocomero per far incendiare le lanterne e sono proprio queste lampade, ancora amatissime dai più piccoli, ad essere arrivate fino ai nostri giorni anche se le forme sono diversissime (dalla mezzaluna al fanale, dal treno al razzo) e le bucce di cocomero sono state sostituite da più efficienti e precise cerbottane. Così ogni anno, la sera del 7 Settembre, giardini e piazze di Firenze si animano di bambini con le loro lanternine in una festa sempre amata.




Festa Fiorentina
della Rificolona

giovedì 4 gennaio 2007

Cavalcata dei Magi - 6 Gennaio


Fin dal 1417 è documentata l’esistenza di una compagnia o confraternita di laici, intitolata ai Santi Re Magi, che aveva fra i suoi compiti quello di organizzare con periodicità triennale (dal 1447 ogni cinque anni) una festosa rappresentazione, detta appunto “Festa de’ Magi”, durante la quale veniva fatta sfilare per le vie cittadine la cosiddetta “Cavalcata dei Magi”. Questa era composta da tre diversi cortei, che si riunivano davanti al Battistero e proseguivano uniti fino alla Basilica di San Marco, dove con canti e preghiere veneravano Gesù Bambino.
Della Compagnia dei Magi, detta anche “La Stella”, fecero parte i maggiori componenti della famiglia dei Medici. L’affresco di Benozzo Gozzoli, commissionato da Cosimo il Vecchio nel 1459 per la cappella del suo palazzo di via Larga, offre la più celebre testimonianza visiva della “Cavalcata”, nella quale compaiono i membri della famiglia, compresi Giuliano e Lorenzo. La Compagnia pagò probabilmente questo legame con la soppressione, avvenuta subito dopo la cacciata dei Medici da Firenze nel 1494.

In seguito, anche la Cavalcata dei Magi perse vigore fino ad essere abbandonata. L’iniziativa dell’Opera del Duomo, in collaborazione con l’Associazione “Il Fiorino” e sotto l’auspicio dell’Arcidiocesi fiorentina, contribuisce quindi a far rivivere una delle espressioni più gioiose e vitali della Firenze rinascimentale. Da quando è stata ripristinata, la rappresentazione è diventata una delle maggiori rievocazioni dell’Epifania a livello nazionale, grazie anche al fattivo coinvolgimento dei gruppi folcloristici del Comune di Firenze e degli altri Comuni della Toscana che, attraverso le loro associazioni di figuranti a piedi e a cavallo, hanno ampliato ed impreziosito la manifestazione.

Oggi la Cavalcata, costituita dai Magi e da un corteo di figuranti, parte da piazza Pitti nel primo pomeriggio del 6 gennaio, e dopo aver attraversato il Ponte Vecchio, arriva a piazza della Signoria, unendosi ai Bandierai fiorentini. Il corteo prosegue per via Calzaiuoli fino a raggiungere piazza del Duomo, dove i Magi presentano le offerte a Gesù Bambino nel Presepe vivente allestito sul sagrato di S. Maria del Fiore. Dopo la lettura di un passo del Vangelo di Matteo (2, 1-12) e i saluti dell’Arcivescovo di Firenze e del Presidente dell’Opera, si svolge la festa dei bambini della Diocesi.